Una crisi grave che si potrà gestire solo ripristinando un rapporto di fiducia e condivisione con la cittadinanza, fondato sul rispetto della legge e del mandato dei cittadini.
Operando perché i cittadini siano informati sulla reale situazione contabile del Comune e delle proprie aziende e la loro opinione divenga determinante attraverso strumenti di consultazione moderni, flessibili e decentrati sul territorio.
Diminuendo la distanza tra politica e cittadini coinvolgendoli nelle scelte di bilancio e rendendo tracciabile ogni spesa attraverso i nuovi mezzi di comunicazione.
La Giunta Fabbio con la sua gestione rovinosa ha tradito quella che ci piace considerare la qualità più intimamente alessandrina: la sobrietà. Noi invece vogliamo che questa caratteristica sia il fiore all’occhiello della prossima amministrazione di centrosinistra.
Le aziende e le proprietà comunali sono un bene comune. Non devono essere privatizzate e svendute, ma gestite secondo criteri di utilità sociale e con strumenti di diritto pubblico. Nella Città che abbiamo in mente la politica non moltiplicherà artificiosamente le società partecipate per aumentare le poltrone, ma anzi le ridurrà , le organizzerà in una gestione razionale, al servizio della comunità con un sistema di nomine trasparente e legato alle competenze e al merito.

